Dolcetti di riso alle mele

cereali-senza-glutine-il-risoAvevo in mente di preparare un riso al latte come facevo spesso tanti anni fa, ma poi la consistenza del riso dopo la cottura infinita non mi piaceva….allora aggiungi, addensa  e inforna, sono venuti fuori dei dolcetti davvero buoni. La preparazione è sempre semplicissima anche se un po’ troppo lunga, ma se considerate che fanno tutto prima la pentola a pressione e poi il forno, vale la pena di dargli un possibilità. Vi consiglio di raddoppiare la dose perché sono troppo buoni e 5 sono pochini… Ancora una precisazione, io li ho accompagnati con una salsa di cachi, ma sono ottimi davvero anche solo così, semplici. Spero davvero che li proviate. Buona merenda

img_4449Ingredienti per 4/5 dolcetti

100 gr di riso integrale- 300 gr di latte di riso- 300 gr di acqua-la buccia di un mandarino bio- la buccia di un limone bio-2 stecche di cannella intere- 1 anice stellato-2 manciate di semi di girasole tritati- 2 manciate di uvetta tritata-2 cucchiaio di sciroppo d’acero-4 cucchiai di farina di teff- 1 mela- cannella in polvere a piacere- 2 cachi

Si comincia mettendo in pentola a pressione il riso,il latte, l’acqua, la buccia del mandarino e del limone a pezzi o grattugiata come preferite, la cannella intera e l’anice stellato. Si chiude e si cuoce per 1 ora dal fischio poi si lascia raffreddare per almeno un’oretta senza aprire il coperchio.

La seconda parte prevede la preparazione dell’impasto da cuocere in forno ed è velocissima. Aggiungere al riso i semi di girasole  e l’uvetta tritati, 2 cucchiai di sciroppo d’acero, 4 cucchiai di farina di teff, 1/2 mela tagliata a fettine sottili e popi ancora a metà. Mescolare bene, dovrete ottenere un impasto morbido, non troppo asciutto perché si rassoderà in forno.

Foderare di carta da forno 4 stampini bassi, tipo tarttelletta o crema catalana e mettere sul fondo l’altra metà di mela affettata sottilmente, coprire con l’impasto di riso, livellare bene e infornare a 165 gradi per mezz’ora. Lasciate intiepidire e sfornate.

Per accompagnarli ho semplicemente frullato due cachi con il frullatore a immersione e impiattati insieme

Porridge “tiramisù” alle pesche

imageTiramisù perché è davvero una botta di energia e buonumore… Certo non ha niente a che fare con il classico dolce al mascarpone, ma questa è stata la mia colazione e ne sono stata davvero soddisfatta. Goloso e gustoso, ma decisamente fresco e leggero tanto che può essere preparato anche come dessert a fine pasto o perché no, come merenda  per i bimbi…

La ricetta è semplice e veloce, pronta in 10 minuti…

ingredienti per 2 persone

2 pesche mature, 50 gr di fiocchi d’avena, 1 manciata di semi di girasole, 1 manciata di uvetta, 120 gr di latte di riso o altra bevanda vegetale, ma va bene anche il succo di mela o semplicemente l’acqua, cacao, sciroppo d’acero.

Tritare piuttosto finemente i semi e l’uvetta e poi metterli insieme ai fiocchi d’avena e al latte vegetale in un pentolino. Portare a bollore e cuocere per pochi minuti, mescolando un paio di volte. Poi spegnere e lasciare riposare ancora 5 minuti. Nel frattempo tagliare a cubetti le pesche e sistemarle come base su due piatti da portata, spolverare con un cucchiaino di cacao. Coprire le pesche con il porridge di fiocchi d’avena (volendo potete usare un coppa pasta o uno stampino), spolverare con un’altro cucchiaino di cacao e decorare con lo sciroppo d’acero.

imagePotete mangiarlo subito, così com’è oppure prepararlo e metterlo in frigo, in questo caso mettete il cacao e lo sciroppo d’acero appena prima di servire.

Buon appetito e fatemi sapere se vi è piaciuto questo dolcetto…

Nonostante il cacao e lo sciroppo d’acero, non esattamente a km zero, come prevederebbe il regolamento, questa è stata la mia colazione per l'”Independence day” promosso da Francesca di “Appassionarsi“… Andate a trovarla…

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Vellutata di riso e cavolfiori speziata

Questa è davvero una coccola cremosa e delicata. Anni fa avevo mangiato una crema di riso allo zafferano che ci era stata proposta da Nives Antic all’epoca insegnante di cucina macrobiotica, durante un suo corso. L’avevo riproposta spesso dopo quell’occasione e mi ricordo che mi piaceva tantissimo d’inverno, mangiarla a colazione. Non sono mai stata una grande fan dei biscotti e quella crema mi scaldava e mi saziava fino a pranzo.

Questa mattina pensando al pranzo mi é tornata in mente quella crema e mi é venuta voglia di prepararla… Avevo già in mente di cucinare il cavolfiore e così ho pensato di mescolare gli ingredienti. Il risultato é stato sorprendente!

Il cavolfiore l’ho messo sia dentro che fuori e al posto dello zafferano ho dovuto usare curry e curcuma perché non ne avevo più, poi ci ho aggiunto una spolverata di semi tritati per dare croccantezza sapore e nutrienti e mi sono goduta un pranzo eccellente.

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Per 3 persone:

100 gr di riso integrale, 30 gr di amaranto, 1 cavolfiore medio,1 scalogno piccolo, 1 l di acqua, 1 pizzico di sale marino integrale, 1/2 cucchiaino da caffè di curry, 1/2 cucchiaino da caffè di curcuma( oppure 1 bustina di zafferano), 1 manciata di semi di lino, 1 manciata di semi di girasole

In pentola a pressione mettere il riso, l’amaranto, 150 gr di cavolfiore, l’acqua e il sale. Cuocere per 25 minuti dal fischio. Naturalmente si puó fare anche in pentola normale, in questo caso calcolate circa 40/50 minuti di cottura. Aprite la pentola aggiungete  le spezie e frullate con un frullatore a immersione fino ad ottenere una vellutata liscia. Regolate di sale ed eventualmente di acqua se la crema dovesse essere troppo spessa, ma non fatela troppo liquida dev’essere cremosa e corposa.  Mentre la crema cuoce tostate brevemente i semi di lino e di girasole in pentola mescolandoli continuamente perché non brucino e poi tritateli in un mixer. Cuocete il  cavolfiore che avete avanzato al forno come in questa ricetta e poi servite la vellutata con ciuffetti di cavolfiore al forno e abbondante trito di semi. Un pasto  completo saziante e molto appagante.

Con questa ricetta partecipo al contest Una zuppa scalda cuore del blog Cucina verde dolce e salata

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E anche alla raccolta L’orto del bimbo intollerante che questo mese è ospitato da Senza è buono. 

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